Regime forfettario: arrivano nuovi controlli dell’Agenzia delle Entrate. Il dettaglio che il Fisco ora guarda con attenzione

Il regime forfettario continua a essere una delle scelte più diffuse tra professionisti, freelance e piccoli imprenditori grazie alla sua semplicità gestionale e alla convenienza fiscale. Tuttavia, proprio la facilità del regime agevolato porta spesso a sottovalutare alcuni adempimenti che non incidono direttamente sul calcolo dell’imposta sostitutiva, ma che stanno diventando centrali nei controlli dell’Agenzia delle Entrate.
Dal 2025, infatti, il Fisco ha avviato nuove attività di verifica mirate ai contribuenti forfettari, concentrandosi non solo sui ricavi e sul superamento della soglia degli 85.000 euro, ma anche su un elemento meno noto:
👉 la corretta compilazione del quadro RS della dichiarazione dei redditi.
Si tratta di un dettaglio che molti trascurano, ma che l’Agenzia considera oggi un indicatore di coerenza dell’attività svolta. Capire come e perché è fondamentale per evitare errori, richieste di chiarimento e controlli più approfonditi.
Quadro RS: perché è diventato così importante?
Il quadro RS non incide sul calcolo delle imposte nel regime forfettario, ma contiene una serie di informazioni che permettono all’Agenzia delle Entrate di valutare se l’attività dichiarata è coerente con i mezzi, i costi e i consumi riportati.
Il Fisco non si limita più a verificare quanto hai incassato, ma vuole capire:
- con quali strumenti lavori,
- quali beni utilizzi,
- quali servizi acquisti,
- che tipo di consumi sostieni,
- se le spese sono in linea con il codice ATECO dichiarato.
In altre parole, il quadro RS è diventato una lente che permette al Fisco di capire se la tua attività è “realistica” e coerente rispetto ai dati dichiarati.
Quali sono i righi più controllati?
Ecco le sezioni del quadro RS che oggi attirano maggiormente l’attenzione dell’Agenzia:
RS375 – Veicoli e mezzi di trasporto
Indica quanti mezzi sono utilizzati nell’attività.
Un consulente con 3 furgoni? Un campanello d’allarme.
RS376 – Costi per materie prime, merci e servizi
Importi incoerenti rispetto al settore possono generare controlli.
Esempio: commerciante con zero acquisti dichiarati.
RS377 – Spese per beni di terzi
Affitti, leasing, noleggi, royalties.
Un fotografo che dichiara zero attrezzature prese in uso? Altro campanello.
RS378 – Carburanti
Particolarmente rilevante per agenti, installatori, tecnici e chiunque si sposti per lavoro.
RS381 – Consumi di energia, telefono, materiali
Riguarda anche chi lavora da casa.
Un’attività digitale dichiarata senza consumi di energia/telefono appare incongruente.
Cosa rischia chi compila male o non compila il quadro RS?
Anche se questi dati non influenzano l’imposta, una compilazione incompleta o incoerente può comportare:
- richieste di chiarimento,
- inviti al contraddittorio,
- controlli documentali,
- accertamenti più approfonditi.
Il motivo è semplice: il Fisco utilizza il quadro RS come strumento di analisi del rischio, per individuare possibili attività non dichiarate, compensi non registrati o anomalie operative.
Come tutelarsi: consigli pratici
Per ridurre al minimo il rischio di controlli:
1️⃣ Compila tutti i righi, anche con importi minimi
Lasciare campi vuoti è un segnale negativo.
2️⃣ Assicurati che tutto sia coerente con l’attività svolta
Il quadro RS deve essere credibile agli occhi del Fisco.
3️⃣ Conserva sempre la documentazione di supporto
Fatture, contratti, ricevute, note spese.
4️⃣ Valuta la dichiarazione integrativa in caso di omissioni passate
Meglio regolarizzare spontaneamente che affrontare un accertamento.
Conclusione
La nuova stagione di controlli nel regime forfettario non riguarda solo i ricavi o il superamento dei limiti previsti.
L’Agenzia delle Entrate sta ponendo grande attenzione alla coerenza complessiva dell’attività, e il quadro RS è oggi uno degli strumenti centrali per valutarla.
Compilarlo correttamente non è più un dettaglio:
👉 è una forma di tutela e un modo per dimostrare trasparenza, serietà e correttezza fiscale.











