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Home›Finanza agevolata›Codice degli Incentivi 2026: cosa cambia davvero per imprese, autonomi e professionisti

Codice degli Incentivi 2026: cosa cambia davvero per imprese, autonomi e professionisti

By Davide Rattacaso
11 Dicembre 2025
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Dal 1° gennaio 2026 entra ufficialmente in vigore il nuovo Codice degli Incentivi, approvato dal Consiglio dei Ministri il 25 novembre 2025.
Si tratta di una riforma strutturale che introduce per la prima volta in Italia un sistema unitario, digitale e semplificato per progettare, pubblicare e gestire misure di finanza agevolata.

L’obiettivo è ambizioso:
👉 ridurre la frammentazione dei bandi,
👉 aumentare la trasparenza,
👉 rafforzare i controlli,
👉 facilitare l’accesso agli incentivi per imprese, autonomi e professionisti.

Ecco le principali novità.


1. Programmazione triennale e introduzione del “bando-tipo”

Il Codice introduce una vera rivoluzione nella governance degli incentivi:
tutte le misure dovranno essere pianificate su un orizzonte triennale.

Questo permette:

  • maggiore coordinamento tra bandi nazionali e regionali
  • una previsione chiara delle risorse disponibili
  • una programmazione più efficiente da parte delle imprese

Entra in scena anche il bando-tipo, uno schema standard che contiene:

  • contenuti minimi obbligatori
  • criteri di valutazione uniformi
  • clausole essenziali
  • regole chiare e trasparenti

Le amministrazioni potranno modificarlo solo con motivazioni specifiche, riducendo così arbitrarietà e confusione.


2. Autonomi e professionisti finalmente ammessi ai bandi

Uno dei punti più innovativi riguarda proprio loro:
✔ professionisti
✔ lavoratori autonomi
✔ freelance

Per la prima volta vengono considerati a pieno titolo destinatari degli incentivi, al pari delle PMI, ma con criteri proporzionati alla loro attività individuale.

➡ Niente obblighi burocratici inutili
➡ Requisiti più semplici rispetto a quelli richiesti alle imprese
➡ Accesso a bandi finora preclusi al mondo professionale

Un cambiamento storico che amplia enormemente la platea dei potenziali beneficiari.


3. Digitalizzazione: nasce il sistema “Incentivi Italia”

La riforma accelera in modo deciso sulla digitalizzazione.

Il nuovo Codice integra due piattaforme già attive:

  • Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA)
  • Incentivi.gov.it

Nasce quindi Incentivi Italia, un ecosistema digitale che consentirà:

  • gestione completa delle domande online
  • monitoraggio degli incentivi
  • standardizzazione delle voci di spesa
  • pubblicazione di schemi di bando-tipo
  • maggiore trasparenza su risultati e beneficiari

Le amministrazioni potranno comunque usare altre piattaforme, ma con criteri uniformi.


4. Misure anti-delocalizzazione: regole più rigide

Il Codice rafforza i controlli per evitare che un’impresa benefici di fondi italiani e poi trasferisca l’attività altrove.

📌 Delocalizzazione in UE:

La revoca scatta se:

  • l’incentivo era destinato a una zona specifica d’Italia
  • l’impresa trasferisce l’attività entro 5 anni dall’avvio dell’investimento

📌 Delocalizzazione fuori dall’UE:

Revoca totale delle agevolazioni se lo spostamento avviene:

  • entro 5 anni dal completamento dell’investimento
  • entro 10 anni per le grandi imprese

Una stretta necessaria per tutelare competitività, occupazione e investimenti sul territorio.


5. Premialità: più punteggi e fondi a chi promuove valore sociale

Il nuovo Codice introduce criteri premianti che permettono alle imprese di:

  • ottenere punteggi aggiuntivi
  • accedere a risorse riservate
  • aumentare gli importi delle agevolazioni

Le premialità riguardano:

  • rating di legalità
  • certificazione parità di genere
  • assunzione di persone con disabilità oltre gli obblighi di legge
  • occupazione giovanile e femminile
  • misure di sostegno alla natalità e conciliazione vita-lavoro

In caso di dichiarazioni non veritiere → decadenza immediata dei benefici.


Conclusioni

Il Codice degli Incentivi 2026 rappresenta una svolta per tutto il sistema della finanza agevolata italiana.

Punta su:

  • pianificazione
  • standardizzazione
  • digitalizzazione
  • inclusione
  • trasparenza

E apre scenari completamente nuovi per imprese, professionisti e autonomi, che da gennaio 2026 potranno contare su un quadro più chiaro e accessibile.

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