Buoni pasto: come funzionano davvero e come si contabilizzano (spiegato semplice)

I buoni pasto sono ormai uno degli strumenti più utilizzati dalle aziende per garantire ai dipendenti un pasto durante la giornata lavorativa, soprattutto quando non è presente una mensa interna. Sono, a tutti gli effetti, un mezzo di pagamento dal valore prefissato che può essere utilizzato solo per comprare pasti o prodotti alimentari presso esercizi convenzionati.
Nonostante la loro diffusione, la contabilizzazione dei buoni pasto è un tema che genera spesso dubbi:
👉 Quando si rileva il costo?
👉 Come funziona l’IVA?
👉 Che succede con i buoni elettronici?
👉 Come si registrano nei conti dell’esercente?
In questo articolo trovi un quadro completo — ma spiegato in modo semplice — delle principali scritture contabili lato azienda e lato esercente.
Come funziona il ciclo del buono pasto
Per capire le scritture contabili è utile fissare i protagonisti:
1️⃣ Datore di lavoro → acquista i buoni e li consegna ai dipendenti
2️⃣ Società emettitrice → Edenred, Day, Pellegrini, ecc.
3️⃣ Esercizio convenzionato → bar, ristoranti, supermercati
4️⃣ Dipendente → utilizza i buoni per il proprio pasto
Ogni operazione genera un effetto contabile diverso, spesso in momenti differenti.
Registrazioni contabili per l’azienda
🔹 A. Acquisto dei buoni pasto (cartacei o digitali)
Qui avviene una cosa molto importante:
il costo NON si rileva subito, perché non è ancora maturato.
Al momento dell’acquisto si registra solo un credito verso la società emettitrice e il corrispondente debito verso fornitori.
💡 Esempio pratico
L’azienda compra buoni pasto per 800 € + IVA 4% (32 €).
📘 Scrittura contabile:
Diversi a Debiti v/Fornitori 832
Fornitori buoni pasto 800
IVA su acquisti 32
Consegna dei buoni ai dipendenti
Solo quando i dipendenti ricevono i buoni, il costo diventa di competenza e va rilevato nel conto economico.
Esempio: si consegnano buoni per 500 €.
📘 Scrittura contabile:
Fornitori buoni pasto a Costi per buoni pasto ai dipendenti 500
Buoni pasto elettronici: come cambia la contabilità
Se l’azienda utilizza una card elettronica, la logica cambia:
il costo si rileva subito alla ricezione della fattura, perché i buoni sono già “caricati” e disponibili.
💡 Esempio
Fattura per 100 buoni da 6 euro ciascuno = 600 € (IVA al 4% compresa).
📘 Scrittura contabile:
Debiti v/fornitori 600
a Spese per buoni pasto 576,93
a IVA su acquisti 23,07
Registrazioni lato esercente (bar, ristorante, supermercato)
Quando il cliente paga con un buono pasto, l’esercente NON incassa subito i soldi.
Per questo motivo emette uno scontrino con dicitura:
👉 “corrispettivo non riscosso”
📘 Scrittura contabile al momento dello scontrino:
Corrispettivi non riscossi
a Ricavi
a IVA non esigibile
L’IVA diventa esigibile solo quando l’esercente emette fattura alla società emettitrice.
Fine mese: l’esercente fattura alla società emettitrice
Quando l’esercente accumula i buoni, emette la fattura per ottenere il rimborso, trattenuto dello sconto pattuito (in alcuni casi molto alto, anche 10–15%).
📘 Scrittura contabile:
Diversi a Diversi
Crediti v/società emettitrice
Ricavi
IVA non esigibile
a Corrispettivi non riscossi
a IVA a debito
Il vero impatto dei buoni pasto per imprese ed esercenti
✔ Vantaggi per il datore di lavoro
- deducibilità del costo entro i limiti di legge
- strumento di welfare aziendale
- miglioramento del clima interno
✔ Criticità per gli esercenti
- commissioni molto elevate applicate dalle società emettitrici
- pagamento differito
- gestione amministrativa non sempre semplice
✔ Per i dipendenti
- non concorrono al reddito (entro i limiti previsti)
- utilizzabili anche per spesa alimentare (con buoni elettronici)
📌 Conclusione
I buoni pasto sono un beneficio molto diffuso, ma dietro un meccanismo semplice all’apparenza si nasconde una struttura contabile che richiede precisione e attenzione:
- il costo va rilevato solo alla consegna, non all’acquisto;
- i buoni elettronici anticipano il momento della competenza;
- gli esercenti devono gestire IVA, corrispettivi non riscossi e sconti;
- l’intero sistema coinvolge tre soggetti e flussi economici differenziati











