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BlogFisco e Contabilità
Home›Blog›Pensione italiana e trasferimento all’estero – come fare

Pensione italiana e trasferimento all’estero – come fare

By Davide Rattacaso
16 Luglio 2020
3684
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Per avere una pensione più alta e pagare quindi meno tasse molti italiani decidono di trasferirsi all’estero. Esistono infatti dei Paesi in cui è possibile prendere la residenza e avere così un assegno di pensione finale più redditizio perché lì il regime fiscale è agevolato.

Sono sempre di più i pensionati che decidono di trasferirsi all’estero dopo tanti anni di lavoro in Italia. Tenore di vita troppo alto, tasse esose, motivi familiari. Sono solo alcune delle motivazioni che potrebbero spingere i pensionati a farsi “trasferire” il trattamento previdenziale all’estero.

Ma come fare per richiedere il trasferimento all’estero della pensione?

Sono trasferibili tutte le tipologie di pensioni?

Si pagano maggiori tasse per chi si trasferisce?

Innanzitutto bisogna precisare che per poter richiedere il trasferimento della pensione all’estero è necessario ottenere la residenza fiscale e quindi risiedere stabilmente nel Paese prescelto per almeno 183 giorni l’anno – circa 6 mesi – e non avere quindi né domicilio né dimora in Italia per metà dell’anno.

Quindi, al fine di provare di essere fiscalmente residente all’estero, e godere così delle agevolazioni sulle tasse previste, il pensionato deve in primis presentare l’attestazione in originale della residenza fiscale rilasciata dalla competente Autorità estera e quella della cancellazione dall’anagrafe comunale italiana/iscrizione all’A.I.R.E.

PENSIONE E TRASFERIMENTO ALL’ESTERO – DOMANDA ONLINE

Per richiedere il trasferimento della pensione all’estero sarà necessario compilare e trasmettere la domanda sul sito dell’INPS indicando tutti i dati relativi alla riscossione all’estero.

Per accedere al servizio è necessario essere in possesso del PIN INPS. Il modulo è reperibile seguendo il percorso: “Sezioni di riferimento” – “Servizi in linea” – “Pensionati”.

Nel modulo della domanda, il pensionato deve indicare oltre ai dati personali anche il codice Iban e BIC se il paese appartiene all’UE, ovvero le coordinate bancarie complete se fa parte di paesi extracomunitari.

Anche il nostro Paese prevede la tassazione agevolata al 7% per i pensionati stranieri che prendono la residenza in Italia, ma questo vale per i piccoli comuni del Mezzogiorno al di sotto dei 20mila abitanti di Sicilia, Calabria , Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia.

PENSIONE SENZA TASSE – I PAESI DOVE TRAFERIRSI

Ci sono Paesi convenzionati con l’Italia dove i pensionati residenti sono esenti dalla doppia imposizione delle tasse. In questo caso per chi si trasferisce all’estero la pensione viene tassata secondo le regole del Paese in cui si ha la residenza beneficiando di eventuali agevolazioni fiscali.

Le convenzioni sono stipulate con tutti i Paesi dell’Unione Europea e anche extra UE, quali ad esempio:

Argentina;

Algeria;

Brasile;

Cina;

Emirati Arabi Uniti;

Filippine;

Giappone;

Indonesia;

Marocco;

Russia;

Senegal;

Stati Uniti;

Tunisia;

Venezuela.

Questo non significa che conviene trasferirsi in tutti i suddetti Paesi; ce ne sono alcuni, infatti, in cui il regime fiscale sulla pensione non è così conveniente. Volendo riassumere, i Paesi più gettonati dai pensionati italiani sono:

Canarie (Spagna): qui sulla pensione non vengono applicate le imposte regionali, comunali e l’Irpef, quindi l’importo mensile risulta più alto di circa il 15% rispetto a quanto percepito da un residente in Italia;

Portogallo: qui ai residenti non abituali è riconosciuta l’esenzione di imposta per la pensione per un periodo consecutivo di 10 anni;

Tunisia: qui c’è un regime fiscale agevolato grazie al quale si paga solo il 25% delle tasse sul 20% del reddito.

Ci sono Paesi invece, come quelli dell’Europa dell’Est o dell’America Latina, in cui molti pensionati italiani decidono di trasferirsi non tanto per il regime fiscale agevolato per la pensione quanto per il costo della vita molto basso.

In Paesi come l’Ecuador, l’Ungheria, la Bulgaria ma anche la Thailandia, si vive con molto meno rispetto all’Italia pagando un affitto non più di 300€ e andando al ristorante con circa 15€ ed è per questo che la presenza di pensionati italiani è in costante aumento.

REQUISITI PER BENEFICIARE DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI

Come anticipato per percepire la pensione dall’Italia ma tassata secondo le norme del regime fiscale del Paese in cui ci si trasferisce bisogna essere considerati residenti all’estero.

Nel dettaglio, per essere residenti all’estero e non essere soggetti alla doppia tassazione, bisogna soddisfare i seguenti requisiti;

non essere iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno;

essere iscritti all’AIRE (Anagrafe italiani residenti all’estero);

non essere domiciliati in Italia per più della metà dell’anno;

vivere nel Paese estero per almeno 184 giorni l’anno.

Una volta soddisfatti questi requisiti potete chiedere all’INPS di percepire la pensione al lordo, la quale poi verrà tassata secondo il regime fiscale del Paese in cui vi siete trasferiti.

Per la richiesta dovete presentare all’INPS il documento che attesta la residenza fiscale nel nuovo Paese, rilasciata dalla competente autorità estera, più l’attestazione di cancellazione dall’anagrafe comunale italiana. Una volta presentata la richiesta l’INPS valuta se ci sono i requisiti per beneficiare dell’agevolazione ed essere esonerati dalla doppia imposizione.

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