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Finanza e assicurazioni
Home›Finanza e assicurazioni›Pianificazione assicurativa – la copertura a 360 gradi

Pianificazione assicurativa – la copertura a 360 gradi

By Davide Rattacaso
5 Ottobre 2018
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La pianificazione assicurativa della famiglia spesso viene sottovalutata perché per gli imprevisti si preferisce accantonare una liquidità precauzionale. I rischi temuti vengono sempre più coperti con quello che il Censis definisce come «cash di tutela» mentre è fortemente sottovalutato il contributo che può essere fornito da un corretto portafoglio di polizze assicurative.

ANALISI DEI BISOGNI E GAP DI PROTEZIONE

Occorre analizzare quali siano i rischi ai quali è esposto il risparmiatore ed il proprio nucleo familiare, individuare le coperture assicurative più opportune, documentarsi sulle caratteristiche e i costi, sottoscrivere quelle considerate più adatte a fornire appropriata tutela dagli imprevisti.

Vanno poi analizzate le polizze già sottoscritte e misurato il gap di protezione: ovvero la differenza tra la copertura necessaria a mantenere lo stesso tenore di vita (o a preservare quello della propria famiglia) in caso di incidenti o infortuni invalidanti, ricavata prendendo come riferimento il reddito lordo, il numero di persone a carico ed eventuali prestiti, e la copertura esistente, che comprende non solo le assicurazioni stipulate ma anche le attività liquide per far fronte ai rischi della vita.

RC CAPOFAMIGLIA E PROTEZIONE DELLA CASA

In un’analisi costi/benefìci, quello che è uno scudo davvero indispensabile, soprattutto in presenza di bambini, è la responsabilità civile del capofamiglia, polizza che copre i danni che il capofamiglia o i suoi familiari, nonché le persone che vivono stabilmente con lui (badanti o collaboratori domestici) ma anche animali, provocano a terzi con il conseguente obbligo di risarcimento stabilito nella polizza. Per quanto riguarda le abitazioni, i danni coperti sono quelli provocati a terzi a seguito dell’uso della casa, alla manutenzione ordinaria e allo svolgimento di attività domestiche. Logicamente, nella polizza rc capofamiglia sono coperti sempre solo i danni provocati involontariamente (colposi) e non quelli intenzionali (dolosi). Particolare attenzione va prestata alle coperture realmente incluse nella polizza e ai rischi esclusi, al massimale (l’importo cioè massimo che viene risarcito), a eventuali franchigie (quota del danno che rimane in carico all’assicurato). Infine, va verificata la copertura territoriale dal momento che alcune compagnie prevedono la copertura entro i confini europei mentre altre contemplano l’estensione geografica a tutto il mondo. Va sottolineato come la responsabilità civile sia sottoscrivibile o come copertura a se stante (stand alone) o nell’ambito di un pacchetto più esteso a tutela della propria abitazione, sicuramente da valutare con estremo interesse. In genere sì prevede la protezione dei locali e del contenuto della casa (con copertura estesa alle pertinenze) da danni derivanti da incendio, esplosione, eventi atmosferici, vandalismo, la copertura contro il furto e la garanzia assistenza con servizi di pronto intervento da parte di un artigiano (idraulico, elettricista o fabbro) in caso di emergenza. Sul mercato si iniziano anche a trovare anche polizze che coprono dal rischio sismico.

LA PROTEZIONE DELLA PERSONA

Un ulteriore strumento assolutamente necessario, soprattutto nel caso in cui la famiglia sia indebitata (o con prestito personale o con mutuo), è la polizza vita caso morte. Dal punto di vista concettuale ci si copre dal rischio di prematuro decesso entro un determinato intervallo temporale con l’obbligo contrattuale della compagnia di corrispondere un capitale predeterminato in contratto che può essere costante nel tempo o decrescente in rapporto all’ammortamento del debito. Il costo della copertura (premio) dipende allora dalla età dell’assicurato.

Un ulteriore rischio che va coperto a livello familiare, soprattutto alla luce del progressivo ridimensionamento delle prestazioni del Welfare State, è quello legato alla salute. In ottica di efficientamento della spesa familiare va osservato come l’Italia sia uno dei paesi europei in cui è più elevata quella che sì definisce come spesa out of pocket, vale a dire la spesa sanitaria che grava direttamente sulle tasche dei cittadini. Il caso più eloquente è quello di chi per evitare le liste di attesa del Servizio sanitario nazionale decide di andare a visita medica specialistica privatamente. Come muoversi nel concreto? Se si è lavoratori dipendenti occorre informarsi se la propria azienda sta dotata di un fondo sanitario; se si è lavoratori autonomi occorre guardare al mercato delle polizze sanitarie individuali.

UN CAPITALE PER I FIGLI

Mettere da parte il denaro per il ciclo di studi in prestigiose università all’estero o per dotare i propri figli di un capitale per la maggiore età è uno dei pensieri ricorrenti dei genitori. Una soluzione può essere quella delle polizze assicurative vita sia a premio periodico (versamento rateale) sia a premio unico (versamento in unica soluzione), soprattutto del tipo rivalutabile, con minimo garantito cioè e, quasi sempre, consolidamento annuo del risultato (il rendimento generato viene cioè acquisito a titolo definitivo per cui il capitale accantonato può solo crescere). Il mercato offre numerose soluzioni calibrate sul target giovani con ipotesi anche meritocratiche in cui si prevedono plus legati ai risultati scolastici.

In alternativa si può sottoscrivere un piano individuale di previdenza. In questo modo si usufruisce dei vantaggi fiscali previsti (deducibilità anche per contributi versati per familiari a carico nei limiti dei 5.164,57 euro), si dota il figlio dell’anzianità di iscrizione per accedere alle anticipazioni per acquisto prima casa (sono necessari 8 anni di anzianità) e per avere la riduzione di imposta in sede di prestazione finale (imposta sostitutiva del 15% che si riduce dello 0,30 per ogni anno di durata superiore al quindicesimo).

FONTE: http://www.intermediachannel.it

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