Credito al consumo – Con il Cura Italia nessuna sospensione

Da un lato l’emergenza sanitaria, dall’altro quella economica. Ma se il governo è intervenuto per aiutare chi ha un mutuo o paga l’affitto, nessuna misura è stata varata per il credito al consumo.
Nel decreto Cura Italia dello scorso 11 marzo non ci sono infatti interventi ad hoc per i piccoli prestiti personali.
Così ogni società di credito al consumo si muove come meglio crede: alcune aziende stanno chiedendo puntualmente il pagamento delle rate, altre invece stanno valutando caso per caso proponendo il posticipo.
SOSPENSIONE MUTUO PRIMA CASA PER DIPENDENTI E AUTONOMI
Già con il DL 9/2020 recante “Misure urgenti di sostegno per le famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” era stato prevista la possibilità di richiedere la sospensione per 9 mesi delle rate del mutuo “prima casa” in favore dei lavoratori dipendenti che si erano visti sospendere o ridurre l’orario di lavoro per almeno trenta giorni.
Con il nuovo decreto “Cura Italia” (18/2020) è stata allargata tale possibilità anche ai lavoratori autonomi che certifichino di aver subìto perdite pari al 33% sul fatturato trimestrale.
CREDITO AL CONSUMO, NESSUN RINVIO: LA REGOLA VALE SOLO PER I MUTUI PRIMA CASA
Nessuna misura adottata a sostegno delle ipotesi di credito al consumo (finanziamenti personali e cessioni del quinto). Pertanto, chi attualmente oggi è costretto a pagare rate per tali forme di credito non avrà diritto ad alcuna moratoria.
Cionondimeno, non è escluso che gli istituti di credito potranno autonomamente adeguarsi alla attuale difficile congiuntura economica, mediante rinegoziazione o sospensione dei finanziamenti, sulla scorta delle decisioni già assunte in base all’Addendum all’Accordo per il Credito del 2019 (cfr. punto 2).
ALLE SOCIETA’ DI CREDITO AL CONSUMO SPETTA LA VALUTAZIONE
In piena autonomia, alcuni soggetti privati hanno deciso di muoversi come meglio ritengono opportuno, ovviamente tutelando il proprio credito: se da un lato non è difficile trovare aziende che chiedono il pagamento puntuale delle rate, dall’altro si annoverano altre che invece prevedono forme posticipate di corresponsione.
COSA DIVERSA PER LA CESSIONE DEL QUINTO
Le famiglie italiane nel corso del tempo hanno beneficiato di forme disparate di sostegno: i mezzi finanziari necessari per l’acquisto di determinati beni sono stati racimolati anche con diverse modalità, tra cui la cessione del quinto.
Nella fattispecie in esame, chi ha optato per questa misura non deve preoccuparsi più di tanto in caso di accredito dello stipendio in misura ridotta: si tratta di una tipologia di credito al consumo che, non solo è coperta da un’assicurazione, prevede nel contempo una rimodulazione della rata e della durata in base allo stipendio percepito.
In un simile contesto, se un soggetto dipendente presso una società privata dovesse subire una diminuzione della remunerazione per l’attività lavorativa presta per il proprio datore, a causa per esempio di una temporanea riduzione dell’orario di lavoro, l’importo della rata da corrispondere all’azienda erogatrice del prestito si riduce in maniera del tutto automatica, adattandosi al nuovo stipendio percepito, ovviamente lasciando inalterata la proporzione del quinto dello stipendio, che rappresenta l’essenza stessa della forma di finanziamento.
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