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Home›Blog›Due, tre o piu’ CU (ex CUD) in un anno: Perchè il 730 è a debito?

Due, tre o piu’ CU (ex CUD) in un anno: Perchè il 730 è a debito?

By Davide Rattacaso
2 Luglio 2019
49
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Hai avuto due diverse certificazioni uniche e il conguaglio del tuo 730 è a debito? C’è una ragione ben precisa.

Che questa sia l’epoca dei precari è risaputo. Il contratto a tempo indeterminato è un miraggio per molti. Sempre più lavoratori concludono il proprio anno di lavoro con una pluralità di contratti firmati e periodi di lavoro ultimati.

Ne consegue che l’anno successivo i lavoratori ricevono non uno ma più modelli ex Cud (CU – Certificazione Unica), da diversi datori di lavoro. Oppure una Certificazione Unica dall’ex datore di lavoro e successivamente una Certificazione unica dei redditi dall’Inps, per coloro che ricevono l’indennità di disoccupazione.

Le conseguenze in termini fiscali possono essere pesanti, la sorpresa negativa può arrivare in sede di presentazione del modello 730 e di pagamento dell’imposte sul reddito, Irpef e addizionali regionale e comunale.

PIU’ IRPEF CON DUE O PIU’ CU: ECCO PERCHE’

I contribuenti che hanno ricevuto due o più CU saranno tenuti a presentare il modello 730 ai fini sia di dichiarare l’importo dei redditi percepiti che per il calcolo esatto dell’Irpef dovuta.

In questo caso si rientra, infatti, tra i soggetti obbligati a presentare il 730 ma soltanto qualora l’imposta dovuta risulti superiore a 10,33 euro.

Quando, una volta presentato il 730, i redditi contenuti nelle due o più certificazioni uniche vengono sommati, è chiaro che l’Irpef dovuta spesso aumenterà perché gli importi saranno tassati insieme e non più separatamente.

Proviamo a fare qualche esempio per capirci meglio.

Prendiamo il caso di un lavoratore dipendente che, nell’anno, ha lavorato per sei mesi presso un datore di lavoro e per altri sei mesi presso un’altra azienda. Le due CU consegnate all’inizio del 2019 riportano redditi pari nel primo caso a 10.000 euro e nel secondo caso a 7.500 euro.

In questo caso, ciascun datore di lavoro ha calcolato l’Irpef sul reddito da lui erogato e certificato e la situazione sarà la seguente:

  • il primo datore di lavoro avrà applicato sui 10.000 euro di reddito l’aliquota Irpef del 23%, con un totale di imposta lorda pari a 2.300 euro;
  • il reddito erogato dal secondo datore di lavoro, invece, rientra nella no tax area e pertanto sui 7.500 euro certificati nel secondo CUD non sono state trattenute imposte.

Cosa accade in sede di presentazione del modello 730? Bene, il reddito (che non è stato conguagliato dall’ultimo datore di lavoro), verrà sommato e la base imponibile per il calcolo Irpef sarà pari a 17.500 euro.

Con il 730, il conguaglio sarà quasi sicuramente a debito, in quanto non solo saranno tassate anche le somme precedentemente esentate ma anche perché il reddito imponibile supererà la prima aliquota del 23%, che si applica sui redditi fino a 15.000 euro.

Per dovere di chiarezza si specifica, tuttavia, che l’Irpef è abbattuta da una serie di detrazioni, le più importanti delle quali sono quelle per lavoro dipendente e per carichi di famiglia che qui non sono state considerate e che spesso danno diritto ad un rimborso Irpef nel mese di luglio.

Allo stesso modo, si ricorda che ad aumentare il peso del fisco sui redditi dei contribuenti italiani si aggiungono le addizionali regionali e comunali Irpef, che verranno anch’esse conteggiate in sede di conguaglio fiscale nel modello 730.

BONUS RENZI

Un ulteriore caso in cui il 730 potrebbe risultare a debito nel caso di più CU e quindi più redditi percepiti nel corso dell’anno è legato al bonus Renzi.

Ogni mese, lavoratori dipendenti percepiscono in busta paga un credito Irpef, che è pari a 960 euro annui per chi ha redditi compresi tra 8.174 a 24.600 euro e viene proporzionalmente ridotto per i redditi da 24.601 a 26.600.

Quando nel corso dell’anno si hanno due o più rapporti di lavoro, ciascun datore di lavoro (salvo specifica indicazione da parte del lavoratore) erogherà il bonus Renzi sulla base delle informazioni reddituali da lui possedute.

Se, in sede di conguaglio 730 il reddito dovesse risultare diverso dai limiti indicati, il lavoratore dovrà restituire (come ogni anno fanno purtroppo milioni di italiani) l’intero importo erogato, con un debito Irpef pari dunque a 960 euro.

CONSIGLI PRATICI

Chi è titolare di più rapporti di lavoro nell’anno (quindi ha due CU ex CUD in un anno) deve informare (durante l’anno, se possibile) almeno un datore di lavoro dei redditi percepiti, nonché delle detrazioni fiscali già fruite. O quanto meno far transitare su un contratto di lavoro, la totalità del reddito percepito presunto nell’anno.

Chi è titolare di due part-time per lo stesso periodo, o in generale percepisce due redditi nello stesso periodo, deve informare almeno uno dei due datori di lavoro della circostanza che c’è un altro reddito e un’altra detrazione fiscale per lavoro dipendente già fruita.

La comunicazione va effettuata presentando il modello detrazioni, col quale si dichiarano le detrazioni fiscali spettanti e richieste in applicazione nelle buste paga del sostituto d’imposta.

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