Risparmiometro – il nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate per individuare gli evasori fiscali.

Popolarmente viene chiamato risparmiometro il nuovo strumento dell’AdE per individuare gli evasori fiscali.
Consiste in un algoritmo che permette di individuare discrepanze tra quanto i contribuenti hanno dichiarato al fisco e quanti risparmi hanno sul conto. In caso di anomalie bisognerà fornire adeguata spiegazione.
L’obiettivo è scovare chi non ha dichiarato tutti i redditi percepiti, ma anche chi ottiene denaro in nero, dunque sommerso e non dichiarato al fisco.
Dal 1 Gennaio 2012 il legislatore, ha obbligato le Poste Italiane, gli intermediari Finanziari, le imprese di investimento, gli OICR, le società di gestione del risparmio a comunicare all’anagrafe tributaria le movimentazioni dei rapporti intrattenuti con qualunque soggetto.
Inoltre, L’articolo 16-quater del D.L. 119/2018 ha attribuito alla Guardia di Finanza più poteri in termini di pianificazione strategica delle attività di controllo e di analisi del rischio, con un coinvolgimento più ampio, anche in coordinamento con l’Agenzia delle Entrate, mediante accesso al database delle informazioni comunicate all’Anagrafe Tributaria dagli operatori finanziari.
Le prime banche coinvolte (ovvero cui quelle cui conti correnti dei propri clienti verranno passate a setaccio dal sistema) sono quelle di Intesa San Paolo e BNL, in seguito toccherà a Unicredit.
Gli accertamenti nei confronti del contribuente, tuttavia, partiranno se l’algoritmo rivelerà uno scostamento pari o superiore al 20% tra entrate e uscite (giacenti e dichiarate). Le azioni che finiranno nel mirino nel Risparmiometro, in particolare, saranno tutte le transizioni superiori a 5.000 euro (dai versamenti ai prelievi fino ad arrivare ai bonifici). Di queste, nello specifico, finiranno gli acquisti di auto, moto, imbarcazioni, immobili (tutti beni che manifestano il possedimento di un certo reddito) e i trasferimenti di denaro da e per l’estero.
Secondo gli ultimi dati resi noti dall’Amministrazione finanziaria, all’Anagrafe Tributaria risultano dati e informazioni relativi a 670 milioni di movimenti finanziari, di cui 75 milioni riguardano i conti correnti, 115 milioni le carte di credito e 21 milioni le gestioni patrimoniali.
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