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Home›Blog›Modello detrazioni lavoro dipendente – Come compilarlo?

Modello detrazioni lavoro dipendente – Come compilarlo?

By Davide Rattacaso
2 Agosto 2019
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Nel calcolo dell’imposta sui redditi è possibile usufruire di alcune detrazioni, ossia di somme che il contribuente può sottrarre all’imposta lorda. Le detrazioni sono diverse dalle deduzioni, che vengono portate in diminuzione alla base imponibile.

Ma i dipendenti non autonomi non versano direttamente l’imposta sui propri redditi, ma lo fa il datore di lavoro per loro nella busta paga. Quest’ultimo, quindi, deve conoscere quali sono le detrazioni che possono essere applicate.

MODELLO DETRAZIONI LAVORO DIPENDENTE

Per avere contezza di queste detrazioni il lavoratore deve compilare e consegnare al suo datore di lavoro il modulo attestante la richiesta di detrazioni d’imposta.

Ti conviene farlo per evitare importi molto alti quando ci sarà il conguaglio fiscale di fine anno che altro non è che il ricalcolo delle imposte e dei contributi dovuti dai lavoratori dipendenti sulla base del reddito percepito nell’anno. Così come il conguaglio per le bollette, anche in questo caso tale operazione serve per correggere ed adeguare eventuali importi trattenuti nella busta paga.

QUANDO COMPILARLO

Per quanto riguarda il modello detrazioni_imposta questo va comunque compilato all’inizio del rapporto di lavoro per indicare, in generale, qual è la tua situazione perché il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, applica la detrazione per lavoro dipendente in base al reddito presunto per l’anno che è appunto quello che percepisci con lui. Su tale modulo puoi inoltre indicare se per esempio non vuoi che vengano applicate le detrazioni in busta paga.

Cosa succede se il tuo reddito annuo è invece superiore a quello presunto applicato dal datore di lavoro? In tale caso hai diritto a meno detrazioni e in base al reddito percepito a pagare una maggiore imposta Irpef.

Ecco perché conviene comunicare al datore di lavoro il calcolo della tassazione in busta paga evitando il salasso del conguaglio Irpef quando presenterai il 730.

BONUNS RENZI

Quanto detto sopra è importante anche per il cosiddetto bonus Renzi. Perché ad alcuni capita di doverlo “restituire”? Questo perché il bonus spetta a chi possiede dei redditi complessivi (ossia totali, derivanti da altri lavori, affitti ecc…) compresi tra gli 8 mila e i 26 mila euro lordi annui.

Se dunque percepisci qualche altro reddito che non è noto al tuo datore di lavoro, può succedere che superi la soglia prevista e che tu debba restituirlo del tutto o parzialmente.

COME COMPILARE IL PROSPETTO DELLE DETRAZIONI

Tipicamente il prospetto contiene:

  • I dati anagrafici dei richiedente (sezione a)
  • Detrazioni per lavoro dipendente (sezione b)
  • Detrazioni per coniuge a carico (sezione b)
  • Detrazione per figli e altri familiari a carico (sezione b)
  • Mancanza dell’altro genitore (sezione b)
  • Posizione contributiva (sezione c)

DATI ANAGRAFICI

La prima parte del modulo riporta i dati anagrafici del lavoratore. Nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, stato civile e codice fiscale. In calce a questa parte c’è tipicamente un’asserzione che indica che il soggetto dichiara di aver diritto sotto la propria responsabilità alle detrazioni IRPEF contenute nel prospetto stesso a decorrere dalla data x.

DETRAZIONI PER LAVORO DIPENDENTE

Va barrata la casella per il diritto alle detrazioni per lavoro dipendente e assimilato per certificare che si tratta – ai sensi dell’articolo 13 del TUIR, il Testo unico delle imposte sui redditi – delle detrazioni spettanti al lavoratore in funzione del rapporto in corso.

Se il lavoratore ha contemporaneamente due rapporti di lavoro (o un rapporto di lavoro e percepisce la pensione) è opportuno richiedere la detrazione solo a uno dei due datori di lavoro.

DETRAZIONI PER CONIUGE A CARICO

In questa parte, che si solito è insieme a quella degli altri familiari a carico, il lavoratore deve indicare se il coniuge, che deve essere non legalmente e effettivamente separato, è a carico o meno. Si intende a carico il coniuge che non percepisce un reddito complessivo annuo superiore a 2.840,51 euro. Se si spunta questa voce vanno indicati i dati anagrafici (nome e cognome, data e luogo di nascita e codice fiscale) del coniuge.

DETRAZIONI PER FIGLI A CARICO

La parte relativa ai figli a carico è solitamente compresa nella sezione in cui c’è quella relativa al coniuge. In questo parte va riportato il numero dei figli e la percentuale di carico (100% o 50%, se la si divide con il coniuge) e i dati anagrafici di ogni figlio (codice fiscale, nome e cognome e data e luogo di nascita). In modo disgiunto vanno comunicati i figli portatori di disabilità affinché si possa riconoscere al lavoratore, per questi componenti il nucleo familiare, una detrazione aggiuntiva.
Anche per i figli vale il limite del reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro.
In presenza di  almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un’ulteriore detrazione.

DETRAZIONI PER ALTRI FAMILIARI A CARICO

Sempre nella sezione in cui si parla di coniuge e figli a carico si può comunicare la propria richiesta di usufruire di una detrazione di imposta per latri familiari a carico. Come per coniuge e figli anche questi familiari a carico non dovranno avere un reddito annuo superiore a 2.840,51 euro.

MANCANZA DELL’ALTRO GENITORE

Va flaggata la casella di mancanza dell’altro genitore, nei casi di morte o mancato riconoscimento da parte del coniuge) per vedersi riconosciuta una detrazione maggiore.

POSIZIONE CONTRIBUTIVA

Nel modulo è infine richiesto di comunicare se è possibile far valere in gestioni pensionistiche obbligatorie periodi di anzianità contributiva precedenti il 1996. Chi ha iniziato a versare contributi prima di questa data deve scegliere SÌ. In tal senso sono utili anche i riscatti del corso di laurea e del servizio militare.

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